Björk, Bowie, la techno e il jazz: tutte le connessioni del Sónar

fonte articolo e foto – rollingstone.it – redazione – michele primi.

Torna dal 15 giugno il festival a tema elettronico di Barcellona, all’insegna delle barriere abbattute.

C’è una parola che serve a spiegare l’evoluzione del Sónar, il festival di Musica, Creatività e Tecnologia che dal 15 al 17 giugno trasformerà Barcellona nella capitale europea dell’elettronica applicata all’arte: connessioni. Le connessioni sono il segreto della formula Sónar, un’idea di festival partita dall’esperienza dei club, dei Dj set e dei party che poi si è estesa ad ogni forma di intrattenimento multimediale inglobando concerti dal vivo, installazioni artistiche, e riflessioni sul futuro digitale, mostre interattive e molto altro. L’edizione 2017 del Sónar ha un calendario enorme con 140 artisti, 9 palchi, 200 tra conferenze e workshop nello spazio Sónar +D, 5 esibizioni tra cui la mostra di culto su David Bowie del Victoria & Albert Museum di Londra David Bowie Is al Museo del Design, Lightforms/Soundforms di Brian Eno al Centre d’Art Santa Monica sulla Rambla e la spettacolare installazione VR di Björk Björk Digital. Tutto tenuto insieme da una serie di fili invisibili: mondi, suoni e stili diversi (sul sito sonar.es c’è la mappa di queste connessioni tra classici contemporanei, maestri dell’house e musicisti che tengono un piede sulla pista da ballo e uno sul palco di un teatro) che si incontrano per costruire una rete di creatività sperimentale e visionaria.

Per una settimana questa rete diventa il tessuto culturale di un’intera città, pronta ad accogliere ogni estate un pubblico da record, migliaia di professionisti da tutto il mondo e tutto quello che di interessante succede intorno alla musica e all’arte. Sónar ormai è sinonimo di un pensiero comune, un’idea di cultura urbana e contemporanea che sa farsi accettare e riconoscere come tale, coinvolge le istituzioni creando un sistema economico virtuoso senza smettere di far divertire anche chi cerca l’esperienza del party definitivo, cresce di popolarità ogni anno ma non perde mai la propria autenticità e il proprio spirito indipendente.
Una lezione su come costruire un evento realmente contemporaneo ed innovativo che Barcellona impartisce dal 1994, costruendo ogni anno la sua rete di connessioni tra universi creativi in apparenza diversi ma che rispondono tutti a quell’idea di “musica avanzata ed arte multimediale” immaginata da Ricard Robles, Enric Palau e Sergio Caballero nella prima edizione e cresciuta esponenzialmente insieme allo sviluppo tecnologico e alla creatività degli ultimi due decenni.

Si comincia mercoledì 14 con il dj set di Björk, e l’inaugurazione dell’installazione Björk Digital che attraverso la realtà virtuale permette di immergersi nel mondo della cantante islandese e con la prima europea di Versus il progetto del maestro di Detroit Carl Craig che reinterpreta i suoi classici techno in versione orchestrale in collaborazione con Francesco Tristano e si continua con i live di Justice, Moderat, Soulwax, Vitalic, Eric Prydz, i concerti di De La Soul, Thundercat e Fat Freddy’s Drop, la “urban music” del leggendario Dj Shadow e la disco di Cerrone e poi Nicolas Jaar, Black Madonna, Nina Kraviz, Jon Hopkins, Dubfire, Princess Nokia fino alle 6 ore filate dello straordinario palco “ Sónar Car” (quelli vicino all’ormai leggendario autoscontro del Sónar de Noche) con i titani della house Masters at Work al venerdì e Seth Troxler e Tiga al sabato. Si chiude domenica 18 con un’ultima imprevedibile connessione: Death Speaks, l’opera del compositore americano David Lang interpretata dal collettivo berlinese Stargaze e da Nico Muhly. Un ultimo passo per avvicinare l’avanguardia alla classica e confondere ogni confine tra pop e musica contemporanea.

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