Il Punto a “Croce”

“Il Punto… a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista STEFANO CROCE
Numero 19 del 27/04/17

“StaminaStop”

L’inventore del cosiddetto metodo “Stamina”, Davide Vannoni, è stato nuovamente fermato dai Carabinieri nell’ambito dell’ultima inchiesta sul suo operato.

Vannoni è accusato di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, truffa aggravata, somministrazione di farmaci non conformi quanto alle attività di trattamento di gravi malattie neurodegenerative.

A quanto pare, Vannoni stava per lasciare l’Italia ed è stato dunque fermato per pericolo di fuga. Secondo quanto appreso, stava per andare a Santo Domingo dopo aver venduto la sua Porsche per finanziare la trasferta e, forse, riprendere lì l’attività.

Da tempo, Vannoni stava cercando una nuova località estera, dove riprendere l’attività di Stamina per la quale aveva patteggiato una pena di un anno e dieci mesi, con la condizionale, impegnandosi a rinunciare a qualsiasi iniziativa che gli permettesse di proseguire l’applicazione della controversa terapia.

Dalle intercettazioni a cui il padre della metodica è stato sottoposto, dopo che lo scorso luglio si era diffusa la notizia che alcuni pazienti italiani si erano recati in Georgia per effettuare le infusioni, emergono infatti “persistenti e reiterati contatti volti a individuare una nuova località estera ove riprendere l’attivita’”.

In Italia, lo stop al metodo era arrivato dalle autorità giudiziarie e sanitarie, con due bocciature da parte di altrettanti comitati scientifici. Questa documentazione ha portato il governo georgiano, lo scorso dicembre, alla decisione di porre fine alle sue attività. Dopo che la procura di Torino aveva avviato l’inchiesta che oggi ha portato al fermo di Vannoni, la vicenda era nuovamente approdata anche sulla rivista scientifica Nature, che aveva lanciato l’allarme sul cosiddetto “turismo delle staminali”.

L’inchiesta della Procura di Torino è coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo e dal sostituto procuratore Alessandro Aghemo.

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