Il punto a “Croce”

“Il Punto… a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista STEFANO CROCE
Numero 24 del 08/05/17
“Un Nuovo Amarcord Francese”

Si potrebbe definire come una sorta di Amarcord del Novecento quello che ha determinato l’esito delle presidenziali francesi.

La matrice neofascista del Front national e l’ombra lunga del padre sono state, infatti, la zavorra che ha impedito a Marine Le Pen di spiccare il volo verso l’Eliseo.

Vecchie etichette, a lungo coltivate per convenienza politica, hanno messo fuori gioco la candidata più estremista, facendo scattare nella società francese il riflesso condizionato dell’unione repubblicana non tanto contro il radicalismo attuale della Le Pen quanto contro i modi e le forme del radicalismo che ha caratterizzato il suo partito nel passato.

Lo schema politico era simile a quello visto alle ultime presidenziali americane: un candidato antisistema in sintonia con gli umori e i bisogni dei ceti più popolari, contro un candidato figlio dell’establishment e popolare tra i benestanti.

Ma, a differenza di Marine Le Pen, Donald Trump non aveva radici politiche, il che oggigiorno sembra essere comunque un vantaggio, e soprattutto non ne aveva di così limitanti.

La Le Pen ha dunque perso più di quanto non abbia vinto Macron, i cui elettori tra il primo e il secondo turno si dichiaravano nient’affatto convinti dall’uomo e dal suo programma nella misura del 60%.

Pur essendo giovane e relativamente “nuovo”, Emmanuel Macron non sfonda: come testimonia il record di astensioni e schede bianche, rappresenta, semplicemente, il male minore.

Mentre la figlia di Jean-Marie Le Pen raddoppia i voti ottenuti dal padre al ballottaggio con Jacques Chirac nel 2002 e consegna al Front national un risultato storico.

Sarebbe un grave errore se l’establishment europeo pensasse di aver davvero vinto. Sarebbe un grave errore se si convincesse che non ci sono alternative ai suoi candidati. Sarebbe un grave errore se sottovalutasse il livello del malessere che affligge i ceti più popolari e quel che resta del ceto medio.

Correggere la rotta della globalizzazione, governare con fermezza l’immigrazione e dare un’anima politica all’Europa mettendola in sintonia con le opinioni pubbliche erano e restano le priorità.

Questioni di sopravvivenza. La sopravvivenza delle élite.

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