Il punto a “Croce”

“Il Punto … a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE

“NON SIAMO MICA GLI AMERICANI”

Negli Stati Uniti lo chiamano bandwagoning . In parole povere, è la ben nota pratica di saltare sul carro del vincitore. Ma c’è modo e modo. L’impressione è che Manuel Valls, già presidente del Consiglio socialista di Hollande, sia stato piuttosto precipitoso.

Si sa, non c’è tempo, perché le liste per le elezioni per l’Assemblea nazionale di giugno si fanno ora. Ma la decenza e l’opportunità politica hanno le loro regole, soprattutto per i vincitori, il capo cordata Macron a cui tutti vorrebbero accodarsi. Ma che non ha alcuna intenzione d’imbarcare i rottami del passato.

Deve dimostrare di fare cose nuove, di mobilitare facce nuove, non logore e, soprattutto, non perdenti. Poi c’è la questione della collocazione politica.

Fatte le debite differenze con i nostri grillini, Macron, tutt’altro che un contestatore dell’establishment francese, anzi sua somma espressione, ora deve sciogliere il dilemma di chi dice di non essere né di destra né di sinistra.

Facile a dirsi, quando si gioca da battitore libero, difficile a farsi quando si ha la responsabilità del comando. Il respingimento di Valls sembra dire che Macron sarà un centrista che guarda alla destra moderata. Infatti, ha affidato all’ex gollista Jean-Paul Delevoye la responsabilità di stilare le liste di En Marche!

Di più difficile lettura è l’abbandono della Le Pen perché alla zia le cose potevano andar meglio, ma nessuno s’illudeva della vittoria del Front National.

Comunque, alle legislative Marine diverrà il capo indiscusso dell’opposizione e saprà mettere in difficoltà il governo, soprattutto se dislocato sul centro destra.

Vedremo.

Ma già io ho ragione di credere di ritovare non pochi vizi “italioti” nei cugini d’Oltralpe.

Namastè. E la scimmia nuda balla…

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