Il punto a “Croce”

“Il Punto… a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE
Numero 30 di giovedì 17/05/17

“QUANTO SI PUÓ INTERCETTARE? E Come?”

Secondo quanto dichiarato ai magistrati dall’ad Luigi Marroni i renziani fiorentini sapevano delle indagini su Consip sin dall’estate 2016.

Evitare di parlare al telefono perché intercettati fu la consegna. Oggi raccontiamo che Renzi e alcuni fedelissimi hanno persino ritenuto opportuno scaricare alcune app non intercettabili (pubblicità: quella raccomandata è Signal) per le conversazioni via messaggio più delicate.

È allora possibile che il 2 marzo scorso Renzi abbia telefonato al babbo senza sapere che le loro parole sarebbero state trascritte?

Qualora non lo avesse messo in conto sarebbe un incosciente, se non fosse un incosciente vien da pensare sia ottimo attore.

In effetti, dall’intercettazione esce bene: maltratta il padre e gli intima di dire «tutta la verità ai magistrati». Un eroe civile, involontariamente consacrato dal “Fatto quotidiano”. Detto questo, il tema è l’uso che si fa delle intercettazioni.

In nessun paese europeo si intercetta tanto quanto in Italia e si viola sistematicamente il divieto di pubblicazione delle intercettazioni. Abbiamo assistito a, si consenta il termine, sputtanamenti multipli di persone che hanno osservato la propria vita privata squadernata sui giornali grazie a intercettazioni penalmente irrilevanti.

Abbiamo persino sfiorato una crisi diplomatica con la Germania a causa del chiacchiericcio giornalistico circa un’intercettazione in cui Berlusconi esprimeva giudizi poco lusinghieri sul fondoschiena della Merkel. Intercettazione mai esistita.

In Germania vige il divieto assoluto di diffondere intercettazioni fino all’avvio della fase dibattimentale del processo: e se diventassimo un po’ tedeschi persino noi?

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