Il Punto a “Croce”

“Il Punto… a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE
Numero 36 del 26/05/17
LA PARTE BUONA DELLA MELA

Sembrerebbe impossibile immaginare due personaggi più diversi di un prete di periferia argentino, anticapitalista, larvatamente peronista, un Sudamericano americano che a 80 anni mai aveva sentito il bisogno di visitare gli Stati Uniti, e un miliardario newyorkese, protezionista fino ai limiti della xenofobia, sempre pronto a menar le mani.

Due profili opposti che nei mesi scorsi non si erano risparmiati saette incandescenti. «Chi costuisce muri non è cristiano», disse Francesco; «Il Papa fa politica e viene usato come una pedina», ribatté Trump.

Le premesse per un dialogo difficile c’erano tutte, ma alla lunga ha prevalso la reciproca realpolitik.

Trump è il presidente eletto (anche) dai cattolici, Francesco è papa con i voti (anche) dei cardinali americani.

E quindi la visita rimasta in forse fino a poche settimane fa alla fine si è concretizzata, e dunque gli imbarazzi che hanno accolto Trump all’ingresso della Terza Loggia al termine dell’incontro si erano trasformati in sorrisi.

Entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro nello scacchiere mediorientale, il Papa sa che la lotta per il cambiamento climatico passa per Washington: è facendo gioco sui punti di contatto che il dialogo è stato impostato e ha potuto prendere quota.

Certo, le idee del Papa sul clima sono molto distanti rispetto a quelle di Trump, i rulli di cannone in Corea fanno rabbrividire Francesco, i muri peggio ancora, ma il Papa è un gesuita e ancora una volta ha spezzato la mela e deciso di guardare la metà che gli faceva più comodo, accontentandosi di avviare un processo.

Il vantaggio dei Papi rispetto ai politici è che possono giocare su tempi più lunghi.

direttore@provideosc.it

Leave a Comment

Rate this by clicking a star below: