Il punto a “Croce”

“Il Punto… a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE
Numero 43 del 09/06/17
“È Tutto da Rifare…”

Amiche & Amici di LikeRadio & LaTV, innanzitutto Grazie per il Tributo che ci avete donato.

Essere Eletti come Campioni Nazionali tra Tutte le Radio Italiane (da Ottobre anche TV!) a diffondere sul Web – anche all’Estero – con ascolti da capogiro. Grazie!

Detto questo… Avendo appena concluso la mia Trasmissione LikeGIRO 100% (Grazie anche per questa prima sorpresa cui seguiranno le altre Radio e, appunto, TV) mi sento di citare – per restare in tema pur parlando d’altro – il Grande Gino Bartali.

L’è tutto da rifare. L’accordo a quattro sulla nuova legge elettorale ha avuto la vita breve di un’effimera: è bastato concepirlo per vederlo dopo poco morire.

Beppe Grillo fatica a reggerne l’impatto sull’elettorato pentastellato e col consueto artificio del ricorso al web sembra aver avviato le manovre di sganciamento da quello che molti grillini considerano un ‘inciucio’ con gli odiati Renzi e Berlusconi, un tradimento ideale, un addio alla piazza e perciò un’adesione alla Casta.

«Io ho quel che ho donato», scrisse il poeta.

«Chi semina vento raccoglie tempesta», ammonisce la saggezza popolare.

Verità conclamate dalla parabola grillina. Perché se per un’intera esistenza politica non indichi avversari ma nemici, se alimenti la retorica del tutti ladri tranne noi, se denunci ogni timido tentativo di mediazione come una definitiva rinuncia alla purezza iniziale i margini di manovra si restringono e difficilmente ti sarà consentito di scendere dalle barricate.

Al di là del merito, l’accordo poteva rappresentare per Grillo il passaggio all’età adulta. L’accettazione di un principio di responsabilità politica.

Ad oggi, non è andata così. Con l’effetto paradossale per cui, impedendogli di stringere alleanze con chicchessia, lo stesso vizio d’origine impedirà al M5s di assumere un giorno responsabilità di governo.

Renzi rischia la disfatta.

Se l’accordo fallisse davvero le urne si allontanerebbero, ma nel frattempo i rapporti interni alla maggioranza e allo stesso Pd si sono deteriorati.

Tornano i franchi tiratori. Varare la manovra economica e traguardare la scadenza della legislatura in febbraio per il governo Gentiloni sarebbe prova degna di Sisifo.

Se ne ricava così l’impressione di un Paese bloccato, incapace di andare avanti con la formula politica attuale così come di organizzare un ordinato ricorso al voto per cambiare formula.

Un Paese bloccato da una politica effimera.

direttore@provideosc.it

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