Il punto a “Croce”

“Il PUNTO a… CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE
Numero 47 del 15/06/17

“Dignità per chi merita”

Il primo fermo immagine è quello dell’ospedale di Napoli: un lurido letto di una decrepita struttura, ricolmo di formiche all’assalto di una povera malata senza colpe, disperata e rassegnata a un tempo.

Il secondo è quello dell’ospedale di Parma (che possiamo solo prefigurarci): un lindo letto di un padiglione ristrutturato, con federe pulite e igienizzate per un malato d’eccezione, il boss dei boss, il capo della Mafia, Totò Riina.

Stridono i due fotogrammi, come le unghie sui vetri. Fanno riflettere e fanno male.

Della signora di Napoli non importa conoscere chi sia: potrebbe essere nostra madre o nostra sorella o la signora anonima che incrociamo per strada.

Sappiamo, però, quale è stato il trattamento che le è stato riservato (da persone, non da robot) in una struttura (pubblica e, dunque, in qualche modo anche nostra) alla quale si è affidata per essere curata, non per essere umiliata, offesa, abbandonata a se stessa. Alla quale si è consegnata per essere accolta e assistita, non per essere maltrattata e vilipesa, se non peggio, in una stanza fatiscente, infestata di formiche e magari di scarafaggi.

Del Capo dei capi di Cosa nostra conosciamo ampiamente le imprese criminali. Ma sappiamo anche e ugualmente come è trattato e dove.

La camera dove si trova – ha raccontato la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi – è di confortevoli dimensioni, assolutamente corrispondente a una qualsiasi stanza di degenza ospedaliera, dotata di bagno privato attrezzato per i disabili e in ottime condizioni igieniche.

Non solo: «È bene assistito, addirittura in condizioni di cura e assistenza continue che sono identiche – se non superiori – a quelle che potrebbe godere in status libertatis o ai domiciliari».

Non basta. In vista del suo possibile rientro in carcere sono in corso di realizzazione lavori per «ampliare la stanza in modo da installare un letto ospedaliero più moderno e da creare un bagno accessibile con la sedia a rotelle».

È lo Stato di diritto ed è giusto.

Ma per la signora di Napoli è solo lo Stato della vergogna.

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