Il punto a “Croce”

“Il Punto a… CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE
Numero 49 del 19/06/17

ESCLUSIVO – “SILVIA riposa…”

A pochi giorni dal Concerto Evento di Vasco – già Guinness World Record – “Modena Park” del quale PROvideoSC farà backstage… siamo riusciti in ESCLUSIVA per LikeRadio & LaTV a “svelare” chi sia “Silvia” e l’abbiamo intervistata:

L’immagine di quella ragazzina che si ferma davanti allo specchio mentre la mamma le urla di muoversi e di non esagerare con il trucco ‘perché non sta bene’ ha accompagnato intere generazioni.

Silvia uscì su 45 giri insieme a Jenny nel 1977 diventando uno dei brani simbolo del Blasco.

Silvia ora è un’insegnante – sulla cinquantina – di filosofia in una scuola di Modena.

Preferisce consegnarci una sua foto di allora, della Silvia poco più di bambina del 1977 perché lei, dice, è rimasta la stessa descritta nel brano di Vasco: riservata e sognatrice.

 

Silvia, lei ha sempre saputo di essere la Silvia di Vasco?
«Sì, c’ero la sera in cui Vasco presentò il suo 45 giri Jenny e Silvia al Punto Club di Zocca.

Quando introdusse Silvia disse che si era ispirato a una ragazza che da poco si era trasferita da Zocca a Modena. Io non avevo collegato la cosa subito a me, ma vedevo che tutti mi guardavano, c’erano tutti i ragazzi di Zocca che si girarono verso di me e qualcuno disse ‘Guarda che sta parlando di te’. Allora in quel momento presi coscienza che ero proprio io. La sera stessa comprai il 45 giri».

 

Lei dunque conosce bene Vasco Rossi.
«Sì, mio padre era di Zocca e sono cresciuta lì. Abitavamo di fianco alla palazzina dove abitava Vasco. Io sopra al bar Olimpia e lui sopra al bar Trieste.

Anche le nostre famiglie si conoscevano bene. Vasco era più grande di me, ma quando con gli amici organizzava le serate nel bar sotto casa nostra c’eravamo sempre anche noi.

Vasco suonava la chitarra. Era bellissimo perché noi ragazze più giovani ci univamo, cantavamo, stavamo in compagnia. Poi venne aperto il Punto Club, la mia prima discoteca, e arrivò anche Punto Radio: fu una magia per il paese.

Noi ragazze andavamo a dare una mano a sistemare i dischi in vinile, rimetterli nelle copertine, eravamo molto orgogliose di questo ruolo».

 

Silvia, che effetto fa essere la protagonista di una delle canzoni simbolo di Vasco Rossi?
«Quando capii che si era ispirato a me ero incredula. Andai da lui e gli chiesi: ‘Vasco ma veramente sono io la Silvia della canzone?’. E lui mi confermò e disse: ‘Sì sì, avevo pensato a te’.

Non mi disse esattamente il perché ma con il tempo lo capii. Non so come, ma aveva colto un aspetto del mio carattere. Io sono sempre stata una sognatrice, ma devo dire che tutto quello che ho fatto nella vita l’ho fatto per questa mia capacità di avere dei sogni, ‘mille fantasie che non la lasciano più andare via’ proprio come dice la canzone».

 

E chi la conosceva sapeva della canzone?
«Sì, a volte mi facevano delle battute riecheggiando qualche brano della canzone e io diventavo tutta rossa. Ma sognavo di rivedere Vasco per dirgli che aveva proprio colto nel segno, che aveva capito tutto di me».

 

E ci è riuscita?
«È successo poco fa. Ero a Zocca e mi dissero che Vasco era in paese in giro con il suo scooter.

L’ho trovato, mi sono fatta riconoscere. Abbiamo parlato a lungo, è stato molto piacevole. Ho riconosciuto il Vasco di allora con il suo modo di fare affabile. Gli dissi: ‘Vasco tu mi avevi capita molto bene’. E lui ha sorriso sorridendo con i suoi occhi azzurri , ma ero così emozionata e non ricordo più cosa mi ha risposto».

Silvia, ma lei esagerava davvero con il trucco?
«No, quello no» (ride).

direttore@provideosc.it

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