Il punto a “Croce”

“Il Punto… a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE
Numero 56 del 28/06/17

“Ed io PAGO…”

Quella delle banche venete è una storia di provincia che sarebbe piaciuta al regista Pietro Germi.

Ci sono i ricchi e i meno ricchi del Veneto che mettono soldi nella Popolare di Vicenza e in Veneto Banca.

C’è un famoso produttore di prosecco, Gianni Zonin, per quasi vent’anni presidente della Popolare, che ancora oggi afferma di non sapere che cosa è successo al suo istituto, ormai fallito.

C’è Vincenzo Consoli, banchiere arrivato da Matera, che disdegnava i salotti ma girava con un jet aziendale, come se la Veneto Banca fosse la Morgan Stanley.

Questo “film” alla fine è costato sei miliardi di perdite a una banca e cinque all’altra.

Undici miliardi bruciati dentro speculazioni sbagliate nel complicato mondo della finanza globale e finanziamenti altrettanto imprudenti.

Adesso le indagini spiegheranno tutto nei dettagli, ma il senso di ciò che è accaduto è chiarissimo: ambizioni esagerate, il fascino rovinoso del denaro.

Uscirne sarà costoso.

Intesa Sanpaolo si è fatta avanti per rilevare il disastro delle due banche. Ha offerto però un solo euro, e in più le vuole ripulite e senza traccia delle avventure dei banchieri veneti.

A quelle dovrà pensare, come sempre, lo Stato.

Fra riduzione del personale, crediti inesigibili e altri pasticci, secondo i primi calcoli, la parcella sarà molto salata: dai 12 ai 13 miliardi di euro.

Sono in corso trattative per convincere Intesa a tirare fuori un po’ di più di un euro, ma sarà dura.

Anche perché nessun altro si è fatto avanti.

Dire «alla fine paghiamo sempre noi cittadini» può suonare retorico, ma purtroppo è corretto: loro hanno giocato con il denaro, ma il conto arriverà a noi.

direttore@provideosc.it

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