Il punto a ” Croce “

“Il Punto… a CROCE”

Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista Stefano Croce
Numero 09 – 13/04/17

Pasqua è tempo di uova di cioccolata e colombe, abbuffate tra amici, scampagnate e pic-nic, gite fuoriporta, aria aperta, grigliata e primo vero assaggio di primavera.
O almeno in Italia si è soliti celebrare così questa festività.

I credenti cristiani, poi, danno un significato speciale alla Pasqua, in quanto si festeggia la resurrezione di Gesù Cristo, il quale, dopo essere morto sulla croce, risorge dopo tre giorni e si riunisce alla destra del Padre.

La Pasqua è una festa religiosa che affonda le sue radici nell’ebraismo. Lo stesso termine deriva dall’ebraico Pesah, ossia “passaggio” o “passare oltre”.

Gli ebrei, infatti, in questa giornata ricordano la fuga del popolo ebraico dalla schiavitù d’Egitto e il passaggio tra le acque del Mar Rosso sotto la guida di Mosé per poter raggiungere la libertà e incamminarsi verso la terra promessa.

In Israele come nelle altre comunità ebraiche del mondo, si festeggia sia la Pasqua Cattolica che la Pesah, la festa tradizionale Ebraica.

La Pasqua ebraica dura una settimana e ripercorre la storia dell’Esodo. Tutta la famiglia ricorda la cena degli ebrei prima della fuga dall’Egitto, consumata a base di pane azzimo, erbe amare, erbe rosse, uova e agnello. Significato particolare lo riveste l’agnello, in quanto animale sacrificato – e per questo al centro delle mille discussioni animaliste di questi giorni, delle quali volutamente non parliamo – per permettere agli ebrei di fuggire dall’Egitto.

Seccondo quanto comandato da Dio a Mosé, recita l’Antico Testamento, tutti gli ebrei dovettero segnare le proprie case di rosso, con il sangue di un agnello sacrificato, così che l’Angelo della morte, venuto per uccidere tutti i primogeniti maschi degli egiziani, risparmiasse il suo popolo.

In realtà, anche nei Paesi a maggioranza cristiana, le tradizioni pasquali differiscono, sebbene tutti ne condividano il significato prettamente religioso.

In Francia, Paese per lo più cattolico come l’Italia, le campane delle chiese restano in silenzio dal venerdì di Pasqua, giorno della morte di Gesù, alla domenica, in segno di lutto. Ai bambini si racconta che le campane sono volate a Roma e che torneranno solo la domenica. Il giorno di Pasqua, quindi, si invita i bambini a vedere le campane che tornano, mentre i genitori ne approfittano per nascondere le uova di cioccolato.

In Spagna e in Portogallo, invece, sono molto famose le processioni per ricordare la passione di Cristo, che hanno un forte valore simbolico, ma sono anche impressionanti dal punto di vista della messa in scena.

Una tradizione molto carina e divertente nei Paesi anglosassoni, a maggioranza protestante-anglicana, sono le caccie al tesoro organizzate nei giardini di casa o nei parchi pubblici, durante le quali i bambini vanno alla ricerca delle uova di Pasqua dipinte e nascoste dai genitori.

Mentre nei Paesi del Nord Europa, si riscontra una maggiore commistione, rispetto agli stati mediterranei, tra le tradizioni pasquali di derivazione cristiana e quelle pagane di origine ancora più antica.

In Germania, ad esempio, ogni anno si accendono i Fuochi di Pasqua: il fuoco deve essere acceso con mezzi naturali, ossia con la “slice” o strofinando due pezzi di legno, mentre le ceneri dei fuochi sono sparse dai contadini nei campi per propiziare il buon raccolto. La tradizione affonda le radici nei riti celtici e germanici, con cui si segnava la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera.

In Svezia, invece, nei giorni prima di Pasqua i bambini si vestono da streghe e vanno in giro per le città, secondo tradizioni che risalgono al Medioevo.

Particolari anche i festeggiamenti nel Regno Unito, con la Regina Elisabetta che proprio il giovedì santo, dopo la cerimonia religiosa all’Abbazia di Westminster, distribuisce delle borse di denaro su un vassoio d’argento, che verranno destinate ai poveri. Inoltre, il dolce tipico è l’hot-cross bum, un panino dolce ripieno di uvetta a cannella, ricoperto da glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo, che trae origine però da una vecchia leggenda popolare.

Nei Paesi a maggioranza ortodossa, come in Grecia o in Armenia, le chiese rimangono al buio fino alla notte di Pasqua: a mezzanotte le campane suonano e i fedeli si recano in chiesa per accedere una candela che poi porteranno a casa con loro.

Particolarissima poi la tradizione russa di pranzare per Pasqua sulla tomba di un defunto caro. In tutti i Paesi, poi, non mancano i riti di colorazione delle uova e molte altre attività da fare con i bambini o comunque insieme per divertirsi e per pregare, se credenti.

Da me, dalla Redazione e da Tutte LikeRadio & LaTV l’Augurio di una Serena Santa Pasqua.

L’appuntamento quotidiano con l’Editoriale “Il Punto a… CROCE” tornerà martedì 18 aprile poi seguiranno “sorprese” – visto che siamo in tema – sia Radio che TV. Un abbraccio.

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