Il punto a ” Croce “

Il Punto… “a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista Stefano Croce

Numero 12 del 19/04/17

“LA FINTA RIPRESA”

L’11,9% degli italiani nel 2016 vive in famiglie che sperimentano condizioni “di grave deprivazione materiale”, l’Italia è tra i Paesi europei con il tasso di occupazione degli under 35 più basso in Europa, gli investimenti sono in calo per il settimo anno consecutivo.

Sono alcune delle principali criticità emersa dall’analisi dell’Istat, in vista del Def: ne sta parlando nell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il direttore del Dipartimento per la produzione statistica alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, Roberto Monducci.

La quota di persone che sperimentano condizioni di grave deprivazione materiale è stabile rispetto all’anno precedente.

Al contrario, tra il 2015 e il 2016 l’indice di grave deprivazione peggiora per le persone anziane (65 anni e più), passando dall’8,4% all’11,6%, pur rimanendo al di sotto del dato riferito all’insieme della popolazione, e per chi vive in famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (da 32,1% a 35,8%).

In lieve diminuzione, invece, la quota della popolazione con meno di 18 anni, pari al 12,3% (pari a 1 milione e 250 mila minori). Questi dati, osserva Monducci, “confermano dunque l’urgenza degli interventi previsti dal governo per il contrasto alla povertà”.

L’occupazione giovanile rimane un grave problema del Paese. Monducci non fa tanto riferimento al tasso 15-24 anni, fascia di età che coinvolge ancora pochi giovani, la maggior parte studia, quanto alla fascia di età successiva, dei 25-34enni: solo il 60,3% lavora, situazione che “costituisce una criticità per il presente e il futuro di queste generazioni, che rischiano di non avere una storia contributiva adeguata”.

“Il loro scarso impiego – prosegue Monducci – inoltre, indica una grave situazione di sottoutilizzo di un segmento di popolazione ad elevato impatto potenziale sullo sviluppo economico del Paese”.

Il direttore dell’Istat esamina poi i vari aspetti di finanza pubblica, a cominciare dagli investimenti, che nel 2016 sono scesi del 4,5%, registrando il settimo calo annuo consecutivo. In discesa anche la spesa per interessi (-2,6%).

“Per effetto del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato nella fase finale del 2016 – spiega Monducci – la spesa per interessi registra nel quarto trimestre una variazione tendenziale nulla che interrompe la tendenza alla riduzione iniziata nel primo trimestre 2013”.

Gli investimenti misurati a prezzi correnti hanno registrato nel decennio 2007-2016 una flessione del 18,1%; a partire dal 2015, c’è stato un recupero della spesa per investimenti lordi, con un’accelerazione nel 2016.

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