“Il Punto a Croce ” mercoledì 5 aprile 2017

“Il Punto… a CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista Stefano Croce
Edizione Numero 03

Amiche & Amici di LikeRadio & LaTV buongiorno, per quanto possa essere tale.

Avrei voluto certamente aprire questo terzo numero del nostro appuntamento scritto con il calcio (tra poco iniziamo trasmissioni Radio & TV sui Nostri Canali), parlando del Derby di Roma e della Coppa Italia.

Avrei piuttosto voluto affrontare l’ormai incontenibile “fuga dei cervelli”, giunta al record degli Italiani over 40.

Ma dovere professionale non possiamo provare a riflettere su quanto accaduto in Siria, che ha dell’incredibile.

Qualora oggi ci mettessimo a discutere su chi ha lanciato i gas a Khan Sheikun, rischieremmo di cadere in una trappola mediatica.

Le convinzioni le lasciamo a quel coro di benpensanti che, lanciando anatemi, puntano il dito contro Bashar al-Assad.

Nessuno si può esimere, è il bersaglio più facile. I gas si diffondono con vari mezzi: aerei, granate speciali (obici e mortai), oppure, come nelle battaglie sul Carso, generatori posti sottovento.

Nella Coalizione che non solo combatte quella parte dei ribelli non presente agli accordi di Astana, ma fa anche altre cose, gli aerei li hanno tutti.

I siriani, certo, ma anche i russi, i turchi, i sauditi e i qatarioti.

Solo i ribelli non li hanno, siano essi ‘buoni’ che ‘cattivi’.

Le armi terrestri gassificanti, quelle, per intenderci, sparite in massa nel 2011 dagli arsenali di Gheddafi, con alta probabilità sono in mano ai ribelli jihadisti ed a una parte dell’Isis.

Restringendo il campo, sembrerebbero nella disponibilità dell’ex al-Qaeda, ex al-Nustra e oggi Jahbat Fatah al-Sham.

Allora ragioniamo, partendo da Astana e da un fondamentale quesito: cui prodest? Ovvero: a chi giova. Forse non arriveremo a nulla, ma ci chiariremo un po’ le idee.

In prospettiva, i ribelli del Free Syrian Army (quelli ‘buoni’) avranno un loro limitato spazio a Nord, con tutela turca. Assad e Putin mirano a distruggere (con la sporadica partecipazione degli Usa) tutti i gruppi jihadisti, concentrati ormai nella provincia di Idlib. Se perdono quell’area, sono praticamente finiti. Assad, se l’avanzata prosegue, ha già la vittoria in tasca.

L’offensiva, allora, va delegittimata agli occhi del mondo con ogni mezzo. Domandina : chi può aver interesse a procedere in questa direzione?

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