Il punto a”Croce”

“Il PUNTO a… CROCE”
Editoriale a cura del Nostro Direttore Giornalista
STEFANO CROCE
Numero 44 del 10/06/17

“MAY DAY”

Arriva un bello schiaffo al primo ministro britannico dalle urne delle elezioni in Gran Bretagna.

I Conservatori sono primo partito, ma non hanno la maggioranza.

Un boomerang per i conservatori e per la May in particolare che ha voluto le elezioni per una scommessa rivelatasi un rischio: ottenere una maggioranza più forte a Westminster e, in questo modo, più forza per procedere sulla strada della hard Brexit, l’uscita dall’Unione europea senza se e senza ma. Scommessa persa.

Lo scenario è quello di un Parlamento ‘impiccato’. Theresa May, però, non molla e, incassato il risultato elettorale, ha detto che proverà a formare un governo alleandosi con gli unionisti nordirlandesi del Dup.

Due le parole d’ordine usate da May dopo l’incontro con la Regina Elisabetta: avanti con la Brexit, solo il partito conservatore può garantire stabilità e sicurezza.

I tories hanno ottenuto 318 seggi, 10 il Dup. Insieme possono contare sulla maggioranza assoluta per soli due seggi.

Non è chiaro, ancora, se vedrà la luce una vera e propria alleanza di governo, se si tratterà di un appoggio esterno magari da decidere di volta in volta.

Una situazione che consegnerebbe agli unionisti una forza importante di condizionamento del governo. I due partiti, conservatore e unionisti, su molti temi non la pesano tra l’altro allo stesso modo.

Il voto vede anche la forte affermazione del laburista James Corbyn, la scomparsa da Westminster degli indipendentisti dell’Ukip e, sul fronte opposto dei pro Europa, il ridimensionamento dei nazionalisti scozzesi.

Insomma, sullo scacchiere britannico le elezioni restituiscono una situazione più caotica di quanto non fosse prima del ricorso al voto.

Per Theresa May resta comunque una bruciante sconfitta personale e non mancano le richieste di dimissioni anche all’interno del suo partito.

Dall’altra parte del tavolo Brexit, l’Europa. Che a sua volta potrebbe cambiare pelle dopo l’elezione di Emmanuel Macron all’Eliseo. Bene tenere d’occhio, quindi, i risultati del primo turno delle elezioni per il Parlamento francese di domenica prossima e quelle in Germania a settembre.

In Francia, stando ai sondaggi, Emmanuel Macron, neo presidente di forte impronta europeista, potrebbe avere una maggioranza parlamentare forte e non prevista. Fatto questo che sgombrerebbe il campo dai timori per un’Eliseo zoppicante.

I maggiori istituti di sondaggi accreditano il neo presidente attorno al 30%. En Marche potrebbe superare i 400 seggi su 577 della nuova assemblea legislativa.

direttore@provideosc.it

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