Raphael Gualazzi, Love Life Peace: un album che unisce stili e generi diversi, vestendoli con capacità

fonte articolo e foto – soundsblog.it – alberto graziola

Raphael Gualazzi, Love Life Peace: la recensione dell’album su Blogo.it

Love Life Peace è il nuovo album di Raphael Gualazzi, anticipato dal singolo di successo L’estate di John Wayne. Il disco, composto da 13 tracce si apre con All Alone. E, nonostante il titolo possa far immaginare una ballad, siete fuori strada. Il pezzo è un manifesto di un nuovo capitolo discografico, l’ammissione di aver lasciato da parte tormenti, lacrime e sofferenza (“Tears, hate and crying are not for me, They are not for me anymore, But if you have ears to listen and have eyes for crying, If you have somebody and soul to love me just let me die now”). Un proclamo ottimista in inglese con un ritmo orecchiabile e immediato.

L’estate di John Wayne è il brano che abbiamo ascoltati nei mesi scorsi, con omaggi a John Travolta, al passato con Fellini, i cinema all’aperto, Lupin. Il ritornello apre alla solarità di una leggerezza senza pensieri, abbandonando tutto e lasciandosi alle spalle il quotidiano. Mondello Beach è un divertito mix di dialetto e inglese. Questa volta siamo noi a “prenderci bonariamente in giro” con un pezzo da perfetto italo americano (“Quannu m’ha maritari, It’ll just you and me, Specciu di lu me cori, Come back to Italy”) dal sapore di pizzica dance da ballo di gruppo. Ascoltatela e ditemi se non immaginate già gente a braccetto che alza le gambe a ritmo sincronizzato.

Say I Do è la prima ballad del disco con un sound “alla Mika”, delicata, che sale sempre più col passare dei secondi, un pezzo che arriva ad esplodere nel finale tra cori e sapore malinconico. Buena fortuna vede il featuring di Malika Ayane strizza l’occhio alle atmosfere latine per una canzone scritta insieme a Pacifico e Matteo Buzzanca. Il sound è un mix ideale tra lo stile di Malika e l’anima jazz di Raphael (“Buena fortuna a chi sposa una fede ma una fede non ha).

Lotta Things, come anticipato, è un brano incentrato sul frenetismo del consumismo e la stessa canzone, tra ritmo e testo, estremizza volutamente questo senso di velocità a annichilimento fino a perdere proprio, letteralmente, se stessi (I Lost myself now). Quel che sai di me è apertamente ispirato alla musicalità di Ennio Morricone, Leonard Cohen e Tom Waits, rallenta il passo rispetto al precedente pezzo. Un brano in italiano con qualche passaggio in lingua inglese, nel ritornello.

Si torna a un sound del passato con Right to the dawn, ritmata e serrata. Splende il mattino si apre con una raffinata esecuzione al pianoforte per un brano intriso di romanticismo in coppia. Una giornata descritta dal risveglio con atmosfere da fiaba nella sua semplicità di abbandono reciproco.

Esplode fin dalle prime note la melodia di Figli del vento, un pezzo con un forte mordente e scatenato nell’interpretazione. Gli anni 80, invece, la fanno da padrone in Disco Ball. Un parruccone riccio in testa è quello che desideri nell’ascoltarla. E una palla stroboscopica, ovviamente.

E, prima della bonus track “Pinzipo“, per la serie tv “Tutto può succedere”, ecco la title track Love Live Peace dalle atmosfere nebulose e sperimentali, con un pizzico di sensualità.

L’album di Raphael Gualazzi contiene una miriade di elementi e suoni, spazia tra diversi generi e li veste tutti con capacità, sorprendendo, divertendo spesso e, quando il caso lo richiede, emozionando con ballad intense.

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