Supersonic: gli Oasis al cinema vi faranno divertire

fonte articolo e foto – sorrisi.com – musica – valentina cesarini

La rock band più stravagante degli anni novanta sarà nelle sale italiane. Liam e Noel Gallagher mostrano il lato più intimo e comico

Liam Gallagher è la reincarnazione di John Lennon, tornato tra noi ormai privo di ogni spiritualità e desiderio pacifista, con la sola intenzione di divertirsi e conquistare nuovamente il mondo. La sfacciataggine dei fratelli Gallagher è il fulcro di Supersonic, documentario che prende nome dal primo singolo estratto dall’album Definitely Maybe del 1994. Il film che racconta la storia degli Oasis è prodotto da James Gay Rees e Asif Kapadia, stesso team del documentario “Amy”, e diretto da Mat Whitecross. Uscirà nelle sale italiane per tre giorni di proiezioni esclusive, il 7-8-9 novembre prossimo. Per conoscere le sale più vicine e per tutte le info, vi consigliamo il sito ufficiale italiano.

Il parallelismo Liam-John non è certo una novità: i look di Gallagher e il suo modo di usare la voce si sono sempre ispirati al “padre musicale” e per chi è stato adolescente negli anni novanta, gli Oasis hanno rappresentato un fenomeno musicale paragonabile a quello dei Beatles nei sessanta. Nell’agosto del 1996, i due fratelli e gli altri componenti si sono già emancipati – nel giro di due anni – dallo status di band indie proveniente dalle case popolari di Manchester e sono pronti a conquistare il pianeta intero. I concerti a Knebworth vedono la partecipazione di 250.000 persone e di altri 2 milioni e mezzo alla ricerca di biglietti.

Il segreto di un successo così immediato e planetario? Il film-documentario cerca di mostrarcelo attraverso due ore di materiale inedito e live, con la voce fuori campo dei protagonisti che parlano come fossero immersi in una conversazione informale e divertente. Liam e Noel si sono infatti rifiutati di essere intervistati in modo canonico (le voci sono perfettamente montate, ma vengono da registrazioni separate); hanno però accettato di esserne produttori esecutivi.

LIAM, LA ROCKSTAR

Il motore propulsore è lui: è il fratello più piccolo (di cinque anni, ndr) a decidere che il proprio destino, e di conseguenza quello del fratello, debba essere il successo. È Liam che da adolescente si improvvisa cantante, scoprendosi un grande talento; è Liam che coinvolge Noel per la scrittura dei pezzi. È Liam che abusa di sostanze, crea caos intorno a sé, si rivolge agli obiettivi con l’espressione di sfida; ed è sempre lui che invita amici conosciuti per caso al pub nello studio di registrazione, che sale e scende dal palco con inquietudine, che rinuncia a cantare, facendo letteralmente impazzire il fratello.

Perfino la madre lo definisce il “diavolo della famiglia”: ma è proprio quel suo carattere istrionico, turbolento e ribelle a dare forma e estetica agli Oasis. «Puoi scrivere delle belle canzoni, ma se non hai il carattere, non saranno sufficienti».

Solitario, riservato, ma autoritario: Noel, il fratello maggiore, è l’autore dei capolavori che hanno portato la band al successo. In un momento del documentario arriverà a dire, sorridendo: «Se avessi mandato tutti a casa prima, probabilmente sarei diventato un cantautore miliardario grazie al disco “(What’s the Story) Morning Glory?“!»

Se Liam si butta nelle risse e urla al pubblico dal palco, Noel suona la chitarra e scrive, scrive, scrive; e canta, quando l’altro abbandona il palco sotto stress. È Noel a chiedere al primo batterista, Tony McCarroll, di lasciare la band; è ancora Noel ad aver subìto le violenze fisiche dal padre, ma a difendere il fratello per evitare che si picchino davanti alla stampa dando scandalo. Noel muove i fili, li rompe, li riallaccia.

In tutto questo caos, tra amore fraterno e litigate feroci, tra successi e abuso di sostanze, il pubblico in sala si diverte e ride per tutto il tempo: perché “Supersonic” è anche la storia di un gruppo di ragazzi che potrebbero essere stati i nostri amici in adolescenza, quelli che suonavano nel garage di casa carichi di ironia, carichi di entusiasmo e della voglia di distruggere i pregiudizi e appropriarsi della libertà. Il momento più comico, quando Noel – scherzando – dice dei batteristi (commentando la dipartita di McCarroll): «A cosa servono i batteristi? Chi si sognerebbe mai di passare il proprio tempo a picchiare degli oggetti su delle superfici? Dai, solo le scimmie lo fanno!»

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