AC/DC, reunion…forse ci siamo

fonte articolo e foto – rockol.it – redazione.

Anche Angus Young a Vancouver. Quattro quinti della band nello studio dove fu registrato ‘Rock or Bust’.

Mancava solo lui, Angus Young, che piaccia o meno degli AC/DC è rimasto la guida musica e il titolare del marchio. Adesso, dopo l’epifania del batterista Phil Rudd, del chitarrista Stevie Young e del frontman Brian Johnson, presso i Warehouse Studio di Vancouver è arrivato anche lui.

Jon Alba@JonAlba

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A questo punto, l’unico tassello mancate è rappresentato da Cliff Williams, il bassista che – come già ampiamente annunciato nel corso della tournée in supporto all’ultima prova in studio del gruppo australiano – una volta terminate le incombenze sui palchi con la più recente versione della band (quella, appunto, con Rose alla voce e Chris Slade alla batteria a fare le veci di Rudd) ha preferito ritirarsi a vita privata.

E’ impossibile non notare, tuttavia, come l’organico raccoltosi ai Warehouse Studio di Vancouver negli ultimi giorni sia per quattro quinti lo stesso che, nella tarda primavera del 2014, si ritrovò nelle stesse sale per fissare su nastro “Rock or Bust”. E un eventuale sostituzione di Williams operata da Stevie o Angus – o da un qualsiasi session man – farebbe storcere il naso davvero a pochi.

Perché – inutile nascondersi dietro un dito – il dato davvero importante che ci comunicano queste indiscrezioni provenienti dal nordamerica è il possibile riavvicinamento tra Angus Young e Brian Johnson: la sostituzione del frontman, il naturale successore di Bon Scott che con la sua voce è dal 1980 uno dei marchi di fabbrica più riconoscibili degli AC/DC, aveva suscitato più di una polemica, anche riguardo alle modalità con le quali l’avvicendamento è stato compiuto. Tuttavia l’unico a mantenere un certo aplomb fu proprio il diretto interessato, Johnson, che per mettere a tacere le voci si presunti scontri interni al gruppo, nell’aprile del 2016 face sapere, per mezzo di una nota ufficiale, di non sentirsi affatto “silurato” dal suo gruppo, anzi ringraziando Angus e Cliff per il supporto dimostrato nei suoi confronti.

Alla luce degli ultimi sviluppi, quindi, paiono avere un peso diverso le parole di Stephen Ambrose, il tecnico della Asius Technologies che fornì al cantante uno speciale dispositivo – l’Ambrose Diaphonic Ear Lens – in grado di permettere a Johnson di superare i proprio problemi di udito e tornare in azione in studi e dal vivo. Nel giugno del 2016, sul suo canale Facebook ufficiale, Ambrose riferì del parere entusiasta del frontman riguardo il suo dispositivo, che gli avrebbe permesso – previa miniaturizzazione – di tornare alle “performance sul palco”. Ma, all’epoca, l’idea di un futuro degli AC/DC con Axl Rose al microfono aveva talmente fatto presa su stampa e opinione pubblica da considerare il rientro in extremis di Johnson praticamente impossibile.

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