J-Ax e Fedez, riscatto e festa nella loro Finale

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica – federico pucci.

Il duo si congeda a Milano di fronte a 80mila persone.

 E’ stata una passerella, una fantasmagoria di luci e fuochi, e una festa d’addio la Finale di J-Ax e Fedez, il concerto con cui il 1 giugno a San Siro i due cantanti hanno chiuso un connubio di due anni e 25 dischi di platino. Il pubblico sta ancora entrando quando dai maxischermi arrivano i messaggi di riscatto del duo: sono vestiti da pugili, come i 30 performer che accompagnano in scena J-Ax. Ad aprire le danze è il veterano, passando dall’energica ‘Ribelle e basta’ a ‘Pub Song’, sulla quale entra il fratello Grido, primo di tanti ospiti. Il palco a 360 gradi incanta i quasi 80mila presenti catturandone di continuo l’attenzione nelle due ore e mezzo di show, tra laser, effetti pirotecnici, un palchetto centrale rotante, quattro maxischermi, e un parterre-ledwall dove si balla breakdance, suonano la band e un quartetto d’archi, e passano animazioni. Sbucando proprio da una botola sotto un’altra passerella arriva anche Fedez, che canta ‘Generazione Boh’ e alcuni primi successi tra fiamme e sbandieratori, fino alla quiete di ’21 grammi’.
Dopo un altro messaggio motivazionale, J-Ax e Fedez si incontrano finalmente in ‘Comunisti col Rolex’. La pedana centrale innalza di sei metri i due rapper mentre cantano l’inno polemico al loro successo, facendo piovere glitter e dollari sul prato. Fedez imbraccia la chitarra elettrica per ‘Musica del cazzo’, confermando un’estetica da rock show, ribadita dal socio con la successiva ‘Rap n’ Roll’: su questa canzone arriva anche Gué Pequeno che duetta con Fedez su ‘Pensavo fosse amore’. Come in un match amichevole, i due protagonisti si scambiano battute e colpi di scena: Fedez canta ‘Si legge schiavitù’ in una gabbia di laser; J-Ax risponde rappando ‘Più stile’ con quattro biker e fa saltare lo stadio su ‘Deca Dance’. I due si ritrovano a centro ring per ‘Olivia Oil’ tra migliaia di luci emanate dai braccialetti distribuiti fuori dallo stadio e una mastodontica bambola gonfiabile.
Dopo il medley punk di ‘Non c’è due senza trash’ la cantabilità si alza nella seconda ripresa del match. Prima arrivano le ballad ‘Sirene’ con Malika Ayane, ‘Intro’, ‘Assenzio’ con Levante e Stash, quindi la prima collaborazione del duo ‘Sembra semplice e ‘L’hai voluto tu’ che Fedez canta su un palchetto sopraelevato con la chitarra acustica. Quindi, tra salti e corse sul palco, si riaccende l’elettricità con ‘Spirale Ovale’, ‘Domani smetto’ e ‘Uno di quei giorni’ con Nina Zilli.
L’arrivo di Cris Brave, artista diversamente abile che canta ‘La Panchina’ e un freestyle, è un applauditissimo momento di umanità prima della volata. I cori sommergono ‘Amore Eternit’ con Noemi e ‘Cigno Nero’ e ‘Magnifico’. J-Ax sferra il tormentone ‘Maria Salvador’ con Il Cile, quindi arriva un quadretto ironico del Paese: da ‘L’Italia per me’ con Sergio Sylvestre all’ultimo cantatissimo singolo ‘Italiana’. Il finale è un tripudio di cori con ‘Senza pagare’ e ‘Vorrei ma non posto’, il brano da cui tutto partì e che tutto conclude questa sera con una dedica delle star alle loro famiglie e uno spettacolo di fuochi pirotecnici. Da qui in poi le strade si separano: Fedez ha un disco in vista, entrambi sono neopapà. “Al massimo ci possiamo giocare la carta della reunion quando finiscono i soldi”, scherzava Ax prima del concerto.(ANSA).

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